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Dalla cargo bike all’AI: come ripensiamo la lotta allo spreco alimentare a Milano
Ogni anno in Europa vengono sprecate quasi 60 milioni di tonnellate di cibo.
Un numero enorme, che ha un impatto concreto: oltre 130 miliardi di euro persi e circa il 10% delle emissioni globali legate proprio allo spreco alimentare.
Ma dietro questi numeri c’è una domanda semplice: come possiamo fare meglio, partendo dalle città?
Milano come laboratorio di cambiamento
Milano è una delle città più attive su questo fronte.
Con il Milan Urban Food Policy Pact, ha avviato un percorso concreto per costruire un sistema alimentare più sostenibile, inclusivo e resiliente.
È in questo contesto che nasce il progetto CARE – Cargo Bike Action for Rescuing Edibles, sviluppato all’interno del programma europeo CULTIVATE.
E qui entriamo in gioco anche noi di So.De – Social Delivery.
Il progetto CARE: recuperare cibo, creare valore
Nel progetto CARE ci siamo occupati della parte logistica, ovvero recuperare il cibo in eccesso dalle mense scolastiche e redistribuirlo sul territorio.
Come racconta a Cultivate la nostra co-founder Naima Comotti
“Abbiamo seguito l’intero processo: dalla selezione delle scuole alla definizione delle rotte, fino alla costruzione della rete di redistribuzione.”
Il progetto si è sviluppato in due fasi:
- coinvolgimento iniziale di 10 scuole per testare flussi e quantità
- estensione ad altre 8 scuole e creazione di una rete di circa 12 punti di distribuzione tra associazioni, mense solidali e realtà locali
Tutto questo utilizzando cargo bike, capaci di trasportare fino a 100 kg di cibo per consegna.
Un impatto che va oltre i numeri
Durante la fase pilota sono state recuperate circa 3 tonnellate di cibo (principalmente pane e frutta).
Ma il valore del progetto non è solo quantitativo.
Lo spreco alimentare, soprattutto nelle città, si intreccia con un altro tema spesso invisibile: la difficoltà di accesso a cibo sano e di qualità.
Per questo, come sottolineano gli esperti coinvolti nel progetto, la redistribuzione non è assistenzialismo ma un tema di diritto al cibo e di equità sociale.
Dalla logistica alla prevenzione: il ruolo della tecnologia
Accanto al recupero, un altro fronte fondamentale è la prevenzione dello spreco.
Nel progetto emergono anche soluzioni basate su intelligenza artificiale, capaci di analizzare gli scarti nelle mense, fare previsioni sulla domanda reale e ridurre lo spreco fino al 40% intervenendo a monte.
Questo significa una cosa importante: serve lavorare su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione.
Il ruolo di So.De: logistica e cultura
Per noi di So.De, partecipare a CARE non significa solo fare consegne.
Significa anche sperimentare nuovi modelli di logistica urbana sostenibile, costruire reti locali tra scuole, associazioni e territorio e continuare a diffondere un’idea diversa di delivery
Come sottolinea ancora Naima “Non abbiamo offerto solo un servizio, ma condiviso competenze e accompagnato altre realtà a replicare il modello.”
Dopo il progetto pilota, infatti, altre organizzazioni hanno già iniziato a sviluppare iniziative simili in altri quartieri di Milano.
Ripensare il sistema, non solo ridurre lo spreco
Lo spreco alimentare non è solo un problema tecnico, ma anche culturale.
Spesso viene considerato inevitabile, oppure invisibile e, allo stesso tempo, chi ha bisogno di supporto fatica ad accettarlo per motivi sociali e culturali.
Per questo il cambiamento passa anche da qui: riconoscere che il cibo non è solo una merce, ma un bene condiviso.
Progetti come CARE mostrano che un’alternativa esiste già.
Una città in cui si spreca meno, si condivide di più e la logistica diventa parte della soluzione.
Per noi, è esattamente questo il senso del nostro lavoro: non solo consegnare, ma contribuire a costruire una città più giusta, un pacco alla volta.