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10 Aprile 2026

Dalla cargo bike all’AI: come ripensiamo la lotta allo spreco alimentare a Milano

Ogni anno in Europa vengono sprecate quasi 60 milioni di tonnellate di cibo.
Un numero enorme, che ha un impatto concreto: oltre 130 miliardi di euro persi e circa il 10% delle emissioni globali legate proprio allo spreco alimentare.

Ma dietro questi numeri c’è una domanda semplice: come possiamo fare meglio, partendo dalle città?

Milano come laboratorio di cambiamento

Milano è una delle città più attive su questo fronte.
Con il Milan Urban Food Policy Pact, ha avviato un percorso concreto per costruire un sistema alimentare più sostenibile, inclusivo e resiliente.

È in questo contesto che nasce il progetto CARE – Cargo Bike Action for Rescuing Edibles, sviluppato all’interno del programma europeo CULTIVATE.

E qui entriamo in gioco anche noi di So.De – Social Delivery.

Il progetto CARE: recuperare cibo, creare valore

Nel progetto CARE ci siamo occupati della parte logistica, ovvero recuperare il cibo in eccesso dalle mense scolastiche e redistribuirlo sul territorio.

Come racconta a Cultivate la nostra co-founder Naima Comotti

“Abbiamo seguito l’intero processo: dalla selezione delle scuole alla definizione delle rotte, fino alla costruzione della rete di redistribuzione.”

Il progetto si è sviluppato in due fasi:

  • coinvolgimento iniziale di 10 scuole per testare flussi e quantità
  • estensione ad altre 8 scuole e creazione di una rete di circa 12 punti di distribuzione tra associazioni, mense solidali e realtà locali

Tutto questo utilizzando cargo bike, capaci di trasportare fino a 100 kg di cibo per consegna.

Un impatto che va oltre i numeri

Durante la fase pilota sono state recuperate circa 3 tonnellate di cibo (principalmente pane e frutta).

Ma il valore del progetto non è solo quantitativo.

Lo spreco alimentare, soprattutto nelle città, si intreccia con un altro tema spesso invisibile: la difficoltà di accesso a cibo sano e di qualità.

Per questo, come sottolineano gli esperti coinvolti nel progetto, la redistribuzione non è assistenzialismo ma un tema di diritto al cibo e di equità sociale.

Dalla logistica alla prevenzione: il ruolo della tecnologia

Accanto al recupero, un altro fronte fondamentale è la prevenzione dello spreco.

Nel progetto emergono anche soluzioni basate su intelligenza artificiale, capaci di analizzare gli scarti nelle mense, fare previsioni sulla domanda reale e ridurre lo spreco fino al 40% intervenendo a monte.

Questo significa una cosa importante: serve lavorare su tutta la filiera, dalla produzione alla distribuzione.

Il ruolo di So.De: logistica e cultura

Per noi di So.De, partecipare a CARE non significa solo fare consegne.

Significa anche sperimentare nuovi modelli di logistica urbana sostenibile, costruire reti locali tra scuole, associazioni e territorio e continuare a diffondere un’idea diversa di delivery

Come sottolinea ancora Naima “Non abbiamo offerto solo un servizio, ma condiviso competenze e accompagnato altre realtà a replicare il modello.”

Dopo il progetto pilota, infatti, altre organizzazioni hanno già iniziato a sviluppare iniziative simili in altri quartieri di Milano.

Ripensare il sistema, non solo ridurre lo spreco

Lo spreco alimentare non è solo un problema tecnico, ma anche culturale.

Spesso viene considerato inevitabile, oppure invisibile e, allo stesso tempo, chi ha bisogno di supporto fatica ad accettarlo per motivi sociali e culturali.

Per questo il cambiamento passa anche da qui: riconoscere che il cibo non è solo una merce, ma un bene condiviso.

Progetti come CARE mostrano che un’alternativa esiste già.
Una città in cui si spreca meno, si condivide di più e la logistica diventa parte della soluzione.

Per noi, è esattamente questo il senso del nostro lavoro: non solo consegnare, ma contribuire a costruire una città più giusta, un pacco alla volta.

Leggi il progetto completo su MAGMA.it

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