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11 Agosto 2025

Isole di calore a Milano: cosa sono, perché si formano e come combatterle

Negli ultimi anni, Milano è diventata un caso emblematico per il fenomeno delle isole di calore urbane. A causa dell’urbanizzazione intensa, dell’industrializzazione e del cambiamento climatico, le temperature in città possono superare di diversi gradi quelle delle aree verdi o periferiche. Il risultato? Estati roventi, ondate di calore sempre più frequenti e un forte impatto sulla salute e sulla vivibilità.

Cosa sono le isole di calore urbane

Un’isola di calore urbana (Urban Heat Island, UHI) si verifica quando una zona cittadina registra temperature dell’aria e del suolo più alte rispetto alle aree rurali circostanti. A Milano, studi del Politecnico e del CMCC hanno rilevato che la temperatura del suolo in estate può arrivare a +9 °C rispetto alla temperatura dell’aria e le aree più dense di edifici e traffico sono le più calde.

Le cause principali includono:

  • Superfici impermeabili come asfalto e cemento, che assorbono e rilasciano calore.
  • Scarsa presenza di verde urbano.
  • Calore antropico prodotto da traffico, climatizzatori e attività industriali.

Milano e i numeri del caldo

Secondo le rilevazioni del Disat e dell’Università Bicocca, un parcheggio a San Siro può toccare 47,5 °C, contro i 43 °C del centro e fino a 3 °C in meno nei parchi cittadini come il Parco Sempione. Questo dimostra il ruolo fondamentale delle aree verdi nella mitigazione del fenomeno.

Come ridurre le isole di calore urbane

Sembra inevitabile questo riscaldamento, ma cosa si può fare per ridurlo? Il verde urbano è il miglior “climatizzatore naturale” per Milano. Lo confermano gli studi del Politecnico: un +10% di copertura verde può abbassare la temperatura del suolo di 0,26 °C in media. Progetti come Forestami, con 3 milioni di alberi entro il 2030, possono ridurre la temperatura fino a 2-3 °C e migliorare la qualità dell’aria.

Altre soluzioni efficaci includono:

  • Tetti e pareti verdi.
  • Pavimentazioni riflettenti (cool pavements).
  • Corridoi verdi urbani per favorire ventilazione e biodiversità.

Il principio 3-30-300

Sempre più città applicano la regola del 3-30-300:

  • Vedere almeno 3 alberi da casa.
  • 30% di copertura arborea in ogni quartiere.
  • Vivere a massimo 300 metri da un’area verde.

Applicare questo modello a Milano significherebbe non solo migliorare il comfort climatico, ma anche ridurre l’inquinamento e aumentare il benessere complessivo! Un’idea semplice e funzionale per salvarci dalla calura estiva.

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